Francesco Zuccarelli, R.A.

(Pitigliano, 1702 - Florence, 1788)

Paesaggio fluviale con figure

Tempera e acquarelli su carta

244 x 409 cm (9.61 x 16.10 inches)

  • Codice di riferimento: 0092
  • Prezzo: p.o.a.
Descrizione:

Francesco Zuccarelli era già a Roma nel 1713, dove completò la sua formazione presso i pittori Giovanni Marco Morandi e Pietro Nelli, esperti nel disegno di figura. Nel 1728 si trasferì a Firenze e frequentò l’Accademia del Disegno1, portando avanti contemporaneamente la sua attività pittorica grazie all’incontro con il mecenate Francesco Maria Gaburri, esperto collezionista che lo introdusse all’interno dell’ambiente artistico mediceo.
I soggetti storici furono il primissimo interesse dello Zuccarelli, sulla scia dei grandi Maestri francesi del ‘600 come Claude Lorain e Nicolas Poussin.
L’esperienza maggiormente significativa per la formazione definitiva del pittore fu tuttavia il lungo capitolo veneziano; le informazioni biografiche relative a questo periodo sono molto scarse, prevalentemente dedotte da alcuni documenti relativi ad un “processo di stato libero” al quale l’artista fu sottoposto nel 17352. Dall’atto giudiziario si ricava, infatti, che egli viveva a Venezia già dal 1730. L’inserimento nell’entourage artistico lagunare fu molto rapido, in virtù di alcune importanti conoscenze che si rivelarono fondamentali, tra le quali l’erudito bergamasco Francesco Maria Tassi. È grazie alla testimonianza di quest’ultimo che si apprende la consuetudine dello Zuccarelli di effettuare disegni “dal vivo”: uno scritto del Tassi menziona inoltre una Veduta di Bergamo, oggi dispersa, illustrando le figure raffigurate come “graziose e vaghe”, aggettivi che in realtà contraddistinsero i personaggi tracciati dall’artista durante tutta la sua produzione pittorica.
Il desiderio dello Zuccarelli di conquistare un posto di rango tra la fitta schiera di artisti veneziani non tardò a concretizzarsi, infatti già dal 1736 il suo nome compare tra gli iscritti alla “Fraglia dei pittori” e solo due anni più tardi alcuni suoi paesaggi entrarono a far parte della ricca galleria del maresciallo Schulenburg3. La conquista del mercato in Germania fu solo il primo passo verso il notevole successo internazionale che arrivò definitivamente nel 1840, anno in cui conobbe Joseph Smith, considerato il principale mecenate dell’epoca e punto di congiunzione tra l’Italia e l’Inghilterra4.
Il Paesaggio fluviale con figure rappresenta una summa degli elementi compositivi e stilistici che qualificano lo stile dello Zuccarelli all’apice della sua maturità artistica. Il pittore si specializzò nella pittura di soggetto pastorale durante il soggiorno veneziano, giungendo a una visione della realtà delicata, raffinata ed elegante, creando scene pacifiche con campagne dense di vegetazione. Questa forma di paesaggio fu elaborata dal Maestro pitiglianese in linea con le composizioni pacate di Marco Ricci, del quale spesso riprodusse il “microcosmo” protagonista della sua opera pittorica. Il sentimento arcadico, l’interesse per il colore, l’attenzione per l’atmosfera climatica composta da nubi vaporose, sono tutti elementi che consentono di annoverare l’artista tra i “pittori veneziani” nonostante i natali toscani5.
L’attenzione verso la natura fu sempre preponderante nelle opere dello Zuccarelli, tuttavia solo verso gli anni sessanta del Settecento quest’ultimo diede vita a una straordinaria produzione di scorci campestri caratterizzati da immediatezza espressiva, scene dall’ampio taglio visivo costruite prevalentemente su più piani paralleli. In questa concezione del paesaggio puro, genuino e spogliato da ingombranti elementi architettonici fu determinante la permanenza dell’artista in Inghilterra: a seguito di questa esperienza le vedute diventarono ampi palcoscenici nei quali le figure hanno il ruolo di semplici comparse6, evidenti simboli della quotidianità. Lo sfondo assume il ruolo di protagonista, come è possibile osservare nel disegno qui descritto, traboccante di vegetazione e racchiuso da elementi boschivi con la funzione di quinte scenografiche. La “poetica del quotidiano” è espressa al meglio in questo paesaggio sul fiume, replicato in una quantità indefinita di varianti sebbene assolutamente distinte una dall’altra. Ritroviamo più volte le medesime abitazioni affacciate sul corso d’acqua così come la chiesa con il campanile, probabilmente riferibili a qualche località della campagna veneta.
L’elemento di maggiore interesse nel disegno è dato dalle figure in primo piano, definite da pennellate morbide e tuttavia descrittive, le stesse raffigurate - spesso in controparte - in altri esemplari eseguiti dal Maestro: esiste una sorprendente affinità tra il disegno oggetto di questo scritto e un Paesaggio con figure conservato a Pitigliano7, nel quale possiamo osservare due “moduli” figurativi tra i prediletti dell’autore, la donna con la brocca sulla testa e la pastorella seduta che solleva il braccio.

TERESA BARONE

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