Francesco Antonio Simonini

(Parma, 1686 - Parma, 1766)

Combattimento di Cavalleria

Penna, pennello e inchiostro bruno, matita nera

191 x 301 cm (7.52 x 11.85 inches)

  • Codice di riferimento: 0228
  • Prezzo: p.o.a.
Descrizione:

Nel piano antistante i bastioni di una città fortificata, in un panorama chiuso in fondo dalle montagne, si sta consumando lo scontro fra i cavalieri di due eserciti: nella fattispecie cinque valorosi condottieri, ritratti di spalle, stanno attaccando i nemici più numerosi, ma disposti in ordine sparso quasi fossero stati presi di sorpresa dalla furia dei paladini.

Questo bel disegno, realizzato attorno al 1720, descrive una scena di guerra volutamente fiabesca, ambientata molti secoli addietro: in un’epoca in cui gli eserciti si affrontavano ormai da tempo attraverso il fuoco delle artiglierie, una zuffa di cavalieri – è intrigante voler riconoscere nelle figure di spalle i profili di guerrieri cristiani e nella torma disordinata l’esercito musulmano – assumeva un carattere malinconico e letterario. L’autore di questa elegia, marcata da un vigoroso segno grafico a penna cui fa da contrappunto la finezza delle ombreggiature ad acquerello, si può riconoscere nel maestro parmense Francesco Simonini, attivo nella prima metà del XVIII secolo soprattutto a Firenze e a Venezia.

L’artista, probabilmente l’autore di pittura di battaglie più celebre del Settecento italiano, era fra i prediletti del conte Johann Matthias von der Schulenburg, già feldmaresciallo dell’esercito imperiale e poi ambasciatore presso la Repubblica Serenissima. In gioventù Schulenburg aveva sconfitto l’esercito ottomano in numerose campagne nell’Ungheria occupata: Simonini, divenuto artista a suo servizio, rievocò la gloria del maresciallo in battaglia in numerosi dipinti e disegni, ambientati appunto nei paesaggi balcanici. In particolare il disegno qui esposto trova un riscontro puntuale – si vedano le pose sostanzialmente replicate delle figure – nel dipinto di battaglia oggi nella collezione della Fondazione Cariplo (Tesori d'arte delle banche lombarde, Milano 1995, p. 197), del quale potrebbe costituire una ‘prima idea’. L’espediente della cittadella turrita a chiudere a destra la composizione, mentre dalla parte opposta il paesaggio si distende molto più in lontananza, è un vero e proprio marchio di fabbrica dell’autore, replicato in numerosi dipinti e disegni (si ricordi fra tutti la nota Carovana di soldati, oggi a Milano, in collezione Bosoni).

 

Richiedi informazioni