Giuseppe Bossi

(Busto Arsizio, 1777 - Milan, 1815)

recto: Studio per una Figura Virile

Penna e inchiostro bruno, matita su carta

verso: Corteo Funebre

Matita su carta

257 x 175 cm (10.12 x 6.89 inches)

  • Codice di riferimento: 0199
Descrizione:

Una figura virile è descritta in piedi, frontalmente e di profilo, nella sua imponenza. Sul verso un gruppo di uomini, abbigliati all’antica con lunghi mantelli, sta trasportando su una lettiga il corpo di una giovane defunta. Il disegno si presenta come un foglio di studi per composizioni diverse. La figura sul recto, che nelle fattezze del volto sembra celare un omaggio ad Antonio Canova, è preparatoria probabilmente per la decorazione ad affresco di una sala. Si tratta di uno studio anatomico, condotto a matita e a penna, d’ispirazione classica, rapido nel segno ma allo stesso tempo erudito. Il verso è invece preparatorio per un dipinto religioso, probabilmente delle Esequie di santa Lucia: la scena è informata da un carattere piano e solenne, lontano da qualsiasi esasperazione nei gesti e prossimo invece alla compostezza delle celebrazioni funebri dell’antichità. L’autore è facilmente individuabile in Giuseppe Bossi, pittore nativo di Busto Arsizio, ma milanese d’adozione, una delle personalità chiave della cultura e dell’arte in Italia in epoca napoleonica. Allievo di Appiani all’Accademia di Brera e lodato negli anni giovanili soprattutto per le sue qualità di scrittore in versi, centrale per Bossi fu il lungo soggiorno a Roma, negli ultimi anni del Settecento, dove ebbe modo di conoscere e frequentare Angelika Kauffmann, Felice Giani ed Antonio Canova. Il suo stile calibrato, mutuato anche dallo studio di David, Girodet e Gerard, gli permise di ascendere nel favore della committenza italiana e francese e di raggiungere, all’età di 24 anni, l’importante carica di segretario generale dell’Accademia di Brera. In questo bel foglio ci troviamo proprio in questa fase, al passaggio di secolo, probabilmente subito dopo il ritorno a Milano da Roma. Evidenti risultano i richiami alla grafica di Canova, come anche, nella scena delle Esequie, lo studio dei maestri del classicismo del Seicento e del Settecento a Roma (la figura in primo piano a sinistra pare mutuata da Poussin). Proprio l’interesse per la pittura e i disegni dei secoli precedenti portò Bossi a formare una delle più importanti raccolte italiane, che alla sua precoce morte nel 1815, sarebbe diventata patrimonio della città di Milano e delle sue istituzioni culturali.

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