Antonio Tempesta

(Florence, 1555 - Rome, 1630)

Battaglia tra Cristiani e Musulmani

penna, pennello e inchiostro bruno su carta bianca

356 x 497 cm (14.02 x 19.57 inches)

  • Codice di riferimento: 0147
  • Iscrizioni: Firmato in basso a sinistra: A. Tempesta
  • Filigrana: Scudo con le Aquile (databile alla prima met� del XVII Secolo)
  • Prezzo: Sold, or no longer available
Descrizione:

Alle porte di una città fortificata, in un paesaggio multiforme, vi si distinguono un'insenatura di mare, un ponte a tre arcate e colline argillose, si sta svolgendo una feroce battaglia tra cristiani e saraceni. Sono i primi, le cui schiere giungono da sinistra, ad avere la meglio, mentre i musulmani sembrano ricacciati verso il mare dalla furia della cavalleria.
Il disegno, un raffinatissimo assemblaggio di papiers collés in cui i chiaroscuri ad acquerello accompagnano le diverse gradazioni cromatiche dei supporti, è opera firmata (in basso a sinistra) dell'artista fiorentino Antonio Tempesta, uno dei più importanti specialisti della pittura di battaglie tra Cinque e Seicento. Come ha dimostrato Federico Zeri, la "battaglia come genere" nasce a Roma allo scadere del Cinquecento . E' il Cavalier d'Arpino con l'affresco della Battaglia tra i Romani e i Veienti a Palazzo dei Conservatori, realizzato nel 1597, a fornire il paradigma del nuovo genere. Pochi anni prima nella sala dei Capitani, nello stesso palazzo, Tommaso Laureti aveva eseguito ad affresco la Battaglia Presso il Lago Regillo. In questo contesto che si collocano, sempre a Roma, le tre serie di Battaglie, la prima delle quali datata 1601, incise da Antonio Tempesta. Il pittore si era formato a Firenze col fiammingo Jan Van der Straet, collaboratore di Vasari nella decorazione delle pareti del Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. Prendere parte, sia pur solo come ragazzo di bottega, ad un'impresa quale la messa in opera delle Vittorie contro Pisa e Siena, risultò l'esperienza decisiva per la carriera dell'allora giovane apprendista . Passato a Roma prima del 1580 sotto Mattheus Brill, già negli affreschi della Palazzina Gambara a Villa Lante a Bagnaia, completati entro il 1582 , Tempesta iniziò a sperimentare i soggetti che diverranno per lui più consueti, a partire dalla famosa scena della Caccia al bufalo, cui è stato giustamente ricollegato un disegno, oggi a Windsor, molto pertinente al foglio qui esposto .
Qui tuttavia, come si è detto, siamo in una fase successiva, già dentro il Seicento. In particolare è possibile accostare il disegno alla Morte di Abimelech della serie di acqueforti incisa nel 1613 e dedicata a Cosimo II Medici , o, con ancora maggiore spettanza, alla Battaglia tra Cristiani e saraceni della Collezione Patrizi Montoro. Questa tela, già della raccolta del cardinale Francesco Peretti, è stata resa nota da Anna Maria Pedrocchi e, più recentemente, studiata da Francesco Gatta, il quale ne propone una datazione, a mio avviso molto attendibile anche per il nostro disegno, alla seconda metà degli anni '10 . In questo periodo Tempesta, emancipatosi dalla lezione dei maestri del tardomanierismo romano, su tutti Federico Zuccari, si dedica con occhi nuovi allo studio dell'antico: sono ovviamente tangibili le impressioni maturate a contatto con i capolavori del Cavalier d'Arpino, che del resto era ancora il maestro più ricercato a Roma nella decorazione ad affresco; ma i movimenti delle masse vengono qui calibrati con un uso moderno del timbro della luce, che già apre alle suggestioni del barocco. Pur inserite in una struttura compositiva uniformata, le figure non sono costrette dalla natura astraente del disegno, ma vivono di spirito proprio, in un foglio che lungi dall'apparire preparatorio, si qualifica con tutte le prerogative dell'opera "finita".

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