Virgil Solis

(Nuremberg, 1514 - Nuremberg, 1562)

La Lupa (Allegoria del Desiderio)

Penna e inchiostro bruno su carta

70 x 84 cm (2.76 x 3.31 inches)

  • Codice di riferimento: 0233
Descrizione:

Una lupa è descritta di profilo mentre addenta verso l’alto una mela; a terra davanti ai suoi passi vi sono resti di ossa spolpate.

Secondo una nota simbologia medievale, usata anche da Dante Alighieri nel Canto I dell’Inferno, la lupa era un’allegoria della cupidigia, intesa sia in senso materiale che con più o meno evidenti sfumature sessuali: in questo caso questa seconda accezione è sottolineata dal morso alla mela, frutto del peccato per antonomasia. Le ossa scarnificate a terra sono un monito moraleggiante alla sfrenatezza degli appetiti carnali.

Questo prezioso disegno, verosimilmente modello per un’incisione, è opera dell’artista tedesco Virgil Solis. Formato alla bottega di Dürer e introdotto da questi alla conoscenza della pittura italiana del primo Rinascimento, Solis operò tutta la sua vita a Norimberga lavorando soprattutto a bulino e all’acquaforte. Frequenti sono naturalmente le sue stampe nelle più importanti collezioni museali, assai più rari e ricercati i disegni.

Nelle edizioni di testi classici come le Metamorfosi di Ovidio o le Favole di Fedro, decorate con sottili incisioni da parte dell’artista, abbondano ovviamente le figure di animali. Ma talvolta, con significato allegorico, queste davano forma anche a lussuosi ex libris, pratica per cui Solis era celeberrimo. È il caso questo del disegno oggi conservato nelle raccolte del Metropolitan Museum of Art di New York (inv. 2001.497) raffigurante un levriero ritratto di profilo e siglato con la data 1549. Il foglio costituisce un sicuro riferimento per il disegno qui esposto che di conseguenza si può datare nello stesso periodo, attorno alla metà del secolo. Vi si riscontra la medesima qualità intuitiva del tratto e il carattere decorativo – ma al contempo compendiario – della maniera usata. Le ombre ovviamente tradiscono la formazione da acquafortista del maestro.

Non stupisce che l’arguzia delle invenzioni portò a Solis una fortuna editoriale assai più lunga della sua stessa vita: la famosa Bibbia, decorata dalle sue incisioni, venne riedita moltissime volte fino all’inizio del Seicento e dalle sue figure trassero sovente spunto gli argentieri della nascente – e già illustre alla fine del Cinquecento – scuola di oreficeria di Norimberga.

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